Il 26 marzo del 1987 nasceva la prima scarpa con l’Air Sole visibile, e il mondo delle sneakers non fu più lo stesso.

 

In occasione dell’anniversario della leggendaria scarpa, ripercorriamo alcuni dei modelli iconici che hanno contribuito a realizzare trentuno anni di successi, fino all’ultimissima arrivata in casa Nike: la Air Max 270.

 

 

1987: Air Max 1 – Dove tutto è iniziato.

 

 

La tecnologia “Air” nacque grazie alla genialità di un ingegnere aerospaziale, Frank Rudy, che incapsulò un cuscinetto d’aria nel poliuretano proponendolo a vari brand, che non intuirono l’enorme potenziale della tecnologia e lo rifiutarono.

Fu a quel punto che Rudy si rivolse a Phil Knight di Nike, che prontamente appose il famoso Swoosh sul cuscinetto, facendolo entrare nella storia.

Ma la fama del design delle Air Max 1 si deve a Tinker Hatfield, che durante un viaggio a Parigi rimase particolarmente impressionato dalla struttura architettonica del Centre Pompidou: uno schema invertito di vetro dentro e acciaio fuori. Fu a quel punto che disegnò un oblò sulla suola, che unita alla tecnologia all’avanguardia AIR, nacque la leggenda.

La canzone dei Beatles "Revolution" è stata usata per accompagnare lo spot pubblicitario televisivo delle Air Max 1: per la prima e unica volta una canzone dei Beatles venne utilizzata per uno spot televisivo.

 

 

1990: Air Max 90

 

 

Conosciute fino al 2000 come Air Max III (nome modificato da Nike in AM90), appena uscite divennero subito un’icona, tali da essere considerate le sneaker più pop di sempre.

Tinker decise per un design più strutturato e dai colori più accattivanti.

Il successo fu globale a tal punto da farne una versione per l’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush: le Air Max 90 Pres.

 

 

1991: Air Max 180

 

Le Air Max subirono un update rispetto al modello precedente, grazie ai 90 gradi in più visibili nella suola.

Questa versione divenne particolarmente famosa grazie a Micheal Jordan, che le indossò durante le olimpiadi di Barcellona, fuori dal capo di parquet.

 

 

1993: Air Max 93

 

 

Tinker Hatfield ha sempre avuto la particolarità di lasciarsi ispirare dagli oggetti comuni più disparati, a volte assurdi, per la progettazione delle sue scarpe.

E’ proprio il caso delle Air Max 180: il manico bombato della brocca del latte diede al designer l’ispirazione per questo eccezionale modello.

 

 

1995: Air Max 95

 

 

L’italiano Sergio Lozano disegnò questa sneaker ispirandosi all’anatomia del corpo umano, con dettagli fluo mai aggiunti prima su un paio di scarpe.

La struttura sovrapposta, tale da rivelare dettagli sottostanti, fu considerata una vera a propria novità, anche in merito al fatto che il prezzo sul mercato fu decisamente maggiore rispetto ai modelli precedenti.

 

 

1997: Air Max 97

 

 

Nel 1997 le Air Max divennero più affusolate, grazie all’innovazione di Christian Tresser che disegnò una scarpa lineare, caratterizzata da strisce catarigranfenti su tutta la lunghezza, ispirati ai treni ultra veloci giapponesi.

Passate alla storia nella loro versione argento (comunemente conosciute come Silver, in ogni declinazione di colore), le Air Max 97 hanno una silhouette universalmente riconoscibile, vero e proprio simbolo delle generazioni italiane anni 90.

 

 

1998: Air Max 98

 

 

Sergio Lozano progettò le Air Max 98 sul modello delle precedenti 97, con la stessa tecnologia e la bubble Air visibile lungo tutta la lunghezza della suola.

Per la prima volta venne introdotta la tomaia in mesh, un tessutotraspirante, che rese questa versione particolarmente leggera.

 

 

2003: Air Max 2003

 

 

Sergio Lozano, oltre alle AM95 e alle AM98, disegnò anche le 2003 raccogliendo le migliori caratteristiche dei modelli precedenti, aggiungendo un background calcistico: le AM 2003 erano le prime in assoluto ad avere una tomaia in Teijin, materiale simile alle scarpe chiodate per il campo di pallone.

 

 

2006: Air Max 360

 

 

360 sono i gradi visibili da ogni lato di questa AM nata nel 2003: i colori omaggiavano quelli classici delle AM1, fu creata per migliorare le performance degli atleti attraverso un design senza foam e midsole, ma solo ed esclusivamente air.

 

 

2015: Air Max 2015

 

 

Nel 2015 Nike introduce la tecnologia Flyknit: una tomaia che presenta una struttura in maglia traspirante, quasi totalmente priva di cuciture.

L’innovazione Flyknit ha aperto un nuovo capitolo del brand Nike e delle Air Max che, da questo momento, ri-lancerà alcuni dei suoi modelli classici anche nella versione con questa tomaia.

 

 

2018: Air Max 270

 

 

L’unità Air non è mai stata tanto alta (35 cm) totalmente visibile sul tallone: l’ultima Air Max è una sneaker pensata per il lifestyle, filosofia che abbandona, una volta e per tutte, il background del running che ha da sempre ispirato tutte le precedenti snekaer.

Con le Air Max 270, Nike si apre ad una nuova concezione di sneaker: da indossare per la vita quotidiana.

 

 

 

HAPPY BIRTHDAY AIR MAX! 




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